Nice Jazz Festival du 8 au 12 juillet 2012. Place Masséna et Jardin Ablert 1er
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Nizza e il Jazz: una questione di feeling…

Christian Estrosi, parlamentare e sindaco di Nizza, Presidente di Nice Côte d’Azur, ha voluto riportare alla ribalta internazionale il Nice Jazz Festival, primo festival Jazz creato in Francia nel 1948, attraverso una programmazione di alta qualità, la scelta di un direttore artistico, l’individuazione di una nuova location che rendesse giustizia allo spettacolo e alla fama del festival, e il ritorno in mani pubbliche della gestione, da parte della Direction de la Communication et de l’Evènementiel della Città di Nizza. 
 Il Théâtre de Verdure e il Jardin Albert 1er saranno lo scenario della prossima edizione del Nice Jazz Festival, dall’8 al 12 luglio.

Lionel Hampton

Lionel Hampton

Dizzy Gillespie

Dizzy Gillespie

Il Festival Jazz, dal 1948 a Nizza

Durante la Seconda guerra mondiale e nel periodo successivo gli scambi tra l’Europa e gli Stati Uniti si moltiplicano e dal 22 al 28 febbraio 1948 due eventi memorabili segnano la storia della diffusione del Jazz in Francia: si svolge a Nizza il primo festival Jazz al mondo e i francesi scoprono la musica bop.Il 28 febbraio 1948 la sala Pleyel ospita l’orchestra di Dizzy Gillespie per un concerto che per i parigini, e i francesi in generale, diventerà una vera e propria rivelazione per quanto riguarda la musica bop dal vivo. Questo concerto, organizzato da Charles Delaunay, scatena l’entusiasmo o al contrario l’ostilità degli spettatori. Questo periodo, senza dubbio il più fecondo per la musica Jazz, vede lo scontro fra due tendenze stilistiche in una specie di "querelle des anciens" (i fautori di un Jazz classico) et “des modernes” (i fautori di un Jazz in evoluzione). Ed è proprio in questo clima che a Nizza, a chiusura del Carnevale e sotto la direzione artistica di Hugues Panassié, Presidente dell’Hot Club de France, si svolge questo primo Festival Jazz internazionale. L’assenza nella programmazione di esponenti della giovane tendenza bop rivela una presa di posizione da parte dell’Hot Club a favore del “vecchio stile”: una frattura destinata ad amplificarsi ulteriormente.Il Festival Jazz nasce nell’elegantissima Opera di Nizza, dove si svolgono i concerti che poi vengono ritrasmessi parzialmente alla radio. Nella grande hall sotto le vetrate del Casino Municipale di Place Masséna, dall’architettura Belle Epoque, il pubblico perpetua invece la tradizione popolare propria delle origini del Jazz, che lo vuole associato alla danza. La presenza di Louis Armstrong, nello splendore della sua maturità artistica, suscita l’entusiasmo del pubblico. La "Nuit de Nice", serata di chiusura al Négresco in presenza di Stéphane Grapelli e Django Reinhardt (Quintette du Hot club de France), termina all’alba con una torrida "jam".Il festival contribuisce a fare della città un centro all’avanguardia per la diffusione e la commercializzazione della musica Jazz, che arriva a superare la soglia della cerchia ristretta dei conoscitori. Eppure l’esperienza viene ripetuta solamente nel 1971, dopo un’interruzione di 23 anni: Antibes sospende il suo festival per una parentesi di due anni e cede il testimone a Nizza, al Théâtre de Verdure e nei giardini e nello square Albert 1er. In seguito, a partire dal 1974, il festival conoscerà il suo sviluppo vero e proprio.La programmazione riflette l’apertura e la qualità del festival: nel 1972 si affiancano dei maestri del bop, Dizzy Gillespie (che diventerà una presenza costante al festival di Nizza), Max Roach, l’eclettico e fuori dagli schemi Charlie Mingus, il giovane Herbie Hancock… e molte altre celebrità. Le querelle stilistiche sono "quasi" dimenticate.

B.B. King

B.B. King

B.B. King Orchestra

B.B. King Orchestra on stage

La Grande Parata del Jazz a Cimiez

Nel 1974, su iniziativa dell’Action culturelle del Municipio di Nizza e di un ex musicista professionista, Georges Wein, viene organizzata una formidabile festa del Jazz. Il Festival prende così il nome di "Grande Parade du Jazz": 

«La Parade sono più di trenta orchestre, duecentocinquanta musicisti (di cui un buon terzo sono musicisti di richiamo americani), che si alternano su tre palchi all’aperto, ventuno ore di musica al giorno per più di una settimana, un budget colossale di un milione di franchi, parate e animazioni nelle strade della città, jam session atipiche e una successione di omaggi ai grandi del Jazz. Insomma, una gigantesca festa popolare, un "museo vivente della musica afro-americana", una "Louisiana sulla Costa Azzurra" in cui il Jazz si gusta in famiglia, tra l’ulivo centenario e il venditore di socca.» (J. Duclos-Arkilovitch 1997).

Questa formula ha conosciuto un successo inconsueto per un festival jazzistico. Gli spettatori invadono l’anfiteatro di Cimiez di cui oggi rimangono parte delle volte e dei gradini: uno scenario antico per un intrattenimento definito da G. Rouy in Jazz Mag come una "celebrazione euforica".

Se la Grande Parade ha debuttato sotto gli auspici della tradizione, destinata a celebrare il vecchio stile e il Jazz classico "consacrato unicamente alla difesa e all’illustrazione dello swing in 4/4, il più prezioso attributo del Jazz…" (George Wein), essa in seguito diversifica la sua programmazione e fanno la loro apparizione il blues,il rythm and blues, il neo-bop, la jazz-fusion, il latin-jazz… L’eclettismo degli organizzatori favorisce la presenza di musicisti appartenenti a generazioni diverse: lo spettatore può ascoltare allo stesso tempo dei "veterani" del Jazz, o dei vecchi bluesmen, e dei giovani musicisti all’avanguardia. "Arshie Sheep si ritrova sul palco con Lionel Hampton o Sarah Vaughan, mentre Dizzy, tromba alla mano, passa da una chase all’altra in attesa di salire sul palco" (Duclos-Arkilovitch 1997).

A partire dal 1974 e senza più interruzioni, dalla location che fu emblematica la musica si diffonde, diversificandosi ulteriormente attraverso parate e concerti per le strade della città. Il carattere popolare della manifestazione ricorda lo spirito delle origini afro-americane ma anche quello della tradizione nizzarda della pratica del Jazz, e insieme alle contaminazioni fra musica tradizionale e nuovi stili costituirà la peculiarità, sempre attuale, del festival di Nizza.

Ray Charles

Ray Charles

Muddy Waters

Muddy Waters

La diffusione

Il Jazz, con la Grande Parade, è diventato ormai emblematico per la città di Nizza ma è lungi dall’essere un mero cliché: esso è infatti parte integrante della cultura locale, in cui è ben radicato. Fin dagli inizi una parte della gioventù di Nizza, sedotta dai nuovi ritmi, adottò la musica Jazz. Questo incontro, che affonda radici sempre più profonde con il passare degli anni nella sensibilità artistica dei giovani nizzardi, ispirò numerose carriere, come in particolare quella di due artisti ora scomparsi, il sassofonista Barney Wilen e il più anziano trombettista Aimé Barelli, che si affermarono a livello internazionale ma che allo stesso tempo contribuirono a diffondere la musica Jazz nella loro regione. Dal 1977 al 1980 Barney Wilen e il "Burodujazz", incoraggiati dalla Città di Nizza e da Nice Matin, moltiplicarono i concerti Jazz e le manifestazioni culturali, la cui originalità era dovuta tanto alla scelta dei luoghi popolari e insoliti in cui si svolgevano, quanto alle forme che adottavano.

Non è possibile citare in modo esaustivo e nemmeno selettivo i musicisti nizzardi di Jazz contemporaneo, tuttavia si può pensare alla "dinastia" dei Ceccarelli che comprende tre generazioni di musicisti e illustra perfettamente il ruolo dell’impregnazione culturale nella formazione musicale jazzistica. La gioventù nizzarda ha sempre beneficiato e beneficia tuttora del contatto precoce con queste grandi personalità della musica: esso ha dato avvio a numerose carriere di autodidatti talentuosi e riveste ancora un ruolo privilegiato nonostante oggi, per i giovani musicisti, siano diventate un must le lezioni di Jazz del Conservatoire National de Région.

Dopo la scomparsa degli ultimi Jazz club o cabaret (passati dai 73 del 1930 ai 3 del 1980), lo Storyville (Nice), il Pied Bleu (Cagnes sur mer) o l’Oyster pub (Nice), dove si esibivano musicisti locali di talento, il festival Jazz di Nizza rappresenterebbe una semplice parentesi estiva se non fosse per i concerti del CEDAC di Cimiez. Nella piccola sala che in 20 anni è divenuta celebre a livello nazionale e addirittura internazionale, la Città di Nizza, durante tutto l’anno, propone una programmazione audace e di qualità (Art Blakey, Chet Baker, Michel Petrucciani, Ahmad Djamal …e tanti altri grandi nomi del Jazz) per la gioia degli appassionati.

Mantenendo la formula dei concerti in simultanea su diversi palchi, il festival, divenuto "Nice Jazz Festival" nel 1994, pur mantenendo il carattere festivo della Grande Parade, rivendica la volontà di "stravolgere la tradizione per liberarne al meglio lo spirito", e si apre verso correnti musicali diversificate.

James Moody

James Moody

Stéphane Grappelli

Stéphane Grappelli